DUE PAROLE AFFETTUOSE PER L'AMICO MARIO BOCOLA
Ė con immenso dolore e direi anche
sorpresa che il 24 luglio scorso ho letto la notizia della scomparsa improvvisa
del carissimo Amico Mario Bocola ad appena 56 anni.
Rimasi subito come paralizzato e
incredulo: pensai fosse uno scherzo o una fake new. E invece era la cruda realtà:
sono sgomento. C’eravamo appena visti a casa mia il 5 luglio scorso, qualche
giorno prima che partisse per Milano per motivi familiari. Ragionammo di varie
cose che a Lui risultarono interessanti e francamente, considerate le altissime
temperature alle quali tutti eravamo esposti, mi ero permesso di dirgli da amico
fraterno di attendere giorni più freschi. Con il suo solito garbo sorridendo mi
rispose soltanto che la sua presenza era in quel momento necessaria.
La mia mente allora è andata a ricucire la frequentazione nei vari momenti della Sua vita, che io avevo seguito da oltre trenta anni. Ricordo il periodo dei Suoi studi universitari alla “G. D’Annunzio” di Chieti con il conseguimento della Laurea in Lettere Moderne, al Suo Dottorato di Ricerca in Studi Umanistici e poi alla seconda Laurea conseguita presso l’Ateneo “A. Moro” di Bari in Scienze Storiche e della Documentazione. Un cammino fatto di studi, di ricerca, di conoscenza e soprattutto di approfondimento del padre del Verismo, con Giovanni Verga, L. Capuana, Autore al quale era molto interessato e legato. Da ex-Direttore Responsabile de “La Gazzetta di San Severo” dal 2002 al 2014 lo incoraggiai molto a iscriversi all’Ordine dei Giornalisti e gli affidai uno spazio nella Terza Pagina per articoli culturali, di Storia locale, di costume e di cronaca, sempre diligentemente e intelligentemente redatti con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti. La mia stima per Lui era totale, perché avevo ben compreso di trovarmi dinanzi a una persona ben preparata e affidabile, spinta da un forte bisogno di conoscenza e del fare, seria, onesta, corretta, mite, generosa nel voler donare, garbata e buona di animo, della quale ci si poteva ciecamente fidare. E così è stato per tutti quegli anni.

Nel frattempo
l’avevo visto molto impegnato a recuperare una parte della Memoria storica della
sua famiglia (conoscevo bene il suo caro papà Nicola, stimato Dipendente del
nostro Comune), soprattutto nel far ricordare il suo antenato, il pilota
Capitano Willy Bocola, del 1°Stormo di volo acrobatico assegnato alla “Squadriglia
Folle”, famosissimo per aver compiuto il 15 maggio 1933 (a 28 anni) l’impresa
acrobatica di volo rovesciato
di 65 minuti e 51 secondi presso l’aeroporto allora Centocelle di Roma, un
primato rimasto tutt’oggi ancora insuperato. Willy morì eroicamente all’età di
31 anni il 22 dicembre 1936 nel rogo dell’aereo su Tripoli (Libia) mentre
tentava disperatamente di salvare il suo collega Giuseppe Caggia. La sua salma
venne poi tumulata nella tomba di famiglia a San Severo. Nel ricordo di quella
impresa il 13 luglio 2013 Mario si impegnò molto nel far intitolare, con
l’apposizione di una targa ricordo, la Palazzina Liberty al suo illustre
antenato: numerosa in quel momento fu la presenza fra piloti dell’Aeroporto
Militare di Amendola di Foggia, Ufficiali e il Generale dell’Aereonautica del
tempo. In quella circostanza vi fu anche una grande partecipazione di popolo (c’ero
anch’io allora). Sindaco in quell’anno era l’Avv. Gianfranco Savino. Bravo
Mario: avevi ben capito cosa era il valore della salvezza della Memoria Storica.
Ė stato Autore di numerosissimi articoli e di molti saggi soprattutto di critica
letteraria, dei quali ho presentato in pubblico anche qualcuno. Mi colpirono
molto la precisione e la sobrietà nell’uso della scrittura, ma soprattutto
l’umiltà con la quale si sapeva rapportare con il prossimo. Professore di ruolo
prima alla Giovanni XXIII e poi alla Palmieri era profondamente stimato non solo
per la totale dedizione ai ragazzi, ma soprattutto per l’impegno e il rigore che
poneva nel suo lavoro perché riteneva dovesse sempre rispondere alle esigenze di
conoscenza richieste da anime in crescita umana e intellettuale.
La figura di Mario rimarrà nel mio cuore come quella di un Fratello minore in
età, che ha saputo ben coniugare servizio, responsabilità, rispetto e apertura
mentale verso le novità dei tempi e del pensiero umano sempre in evoluzione.
Bravo, caro Mario, grazie della Tua presenza nella Storia e del Tuo camminare
con umiltà e spirito di servizio in mezzo a noi. Di Persone come Te questa
realtà ne avrebbe bisogno e anche tanto. Almeno hai lasciato una impronta
indelebile del Tuo passaggio terreno. Continua Lassù a regalare uno spicchio
della Tua Bontà. Grazie, Amico mio e Fratello in Umanità.