RICORDO AFFETTUOSO
DI MARIO BOCOLA
Conobbi Mario in occasione della stesura di una
tesi sulla Madonna del Soccorso (che poi diventò un suo libro), un ragazzo
allora giovanissimo, con tanta voglia di apprendere. Suo padre, Gino Bocola, che
io già conoscevo da tempo, lo aveva indirizzato a me, quale studioso di Storia
Locale e autore di altra precedente pubblicazione sullo stesso argomento.
Fu quella una occasione fortunata per me, perché
conobbi una persona veramente a modo, di una educazione e di una sensibilità
unica nel trattare con gli altri.
In quel momento Mario stava spiccando il volo,
per affrontare i primi esami universitari, e aveva bisogno di molta fiducia in
se stesso, che io cercai di infondergli, ma la stoffa per riuscirci c’era, e ne
aveva tanta, il senso del dovere e tanta costanza nel voler apprendere, e ci
riuscì.
Mario raggiunse il traguardo della sua Laurea
brillantemente, ma questo non fu motivo per farlo inorgoglire e fargli perdere
la sua modestia nei confronti degli altri, magari non laureati, conservò sempre
la sua affabilità con tutti, cosa che gli fece aumentare la stima di quanti lo
conoscevano.
Molte le pubblicazioni di letteratura e di
argomenti di storia locale apparse nelle librerie e sui giornali locali. Mario
recensì tutti i libri di Storia Locale pubblicati da me e con me conservò sempre
quel rapporto sincero e leale che poteva mostrare solo un amico vero, le sue
gioie e le sue tristezze a poco a poco divennero anche le mie, per me, nessuno
si doveva permettere di fare un torto a Mario, lo consideravo quasi un mio
fratello minore, quel fratello che io non avevo mai avuto.
Spesso passavamo ore a sentirci al cellulare,
parlando dei suoi problemi, anche i più piccoli; restavo dispiaciuto quando lo
sentivo preoccupato per qualcosa.
Eravamo convinti che non dovevamo più iscriverci
a nessuna associazione culturale, visto l’atteggiamento di molte di esse, che
non fanno cultura, bensì politica spicciola, e non sono certamente trampolini di
lancio per gente che vuole affermarsi culturalmente, ma la mia cooptazione nella
Sezione Locale della Società di Storia Patria, della quale Associazione gli
avevo parlato molto bene,convinse anche lui a voler iscriversi.
Fui io a proporre l’affiliazione di Mario alla
Società di Storia Patria, iscrizione che fu subito accettata dal Consiglio
direttivo allora in carica, mentre le successive votazioni dei soci lo vollero
come Tesoriere della Sezione di San Severo, incarico al quale lo stesso volle
rinunciare per motivi familiari, in quanto era tutto preso dall’assistenza
domiciliare di sua madre, degente a letto in casa, oltre che dal suo lavoro di
docente, per cui restò nel Consiglio direttivo come Consigliere.
La inaspettata notizia della sua scomparsa mi ha
lasciato uno sconforto inenarrabile, ho perso non un semplice amico, ma un vero
amico fraterno.
Antonio Masselli